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Un’ottima annata

Pane & Focolare

Il tempo non si misura solo in anni, ma anche in vendemmie. Ce lo racconta questo film di Ridley Scott, ambientato in una Provenza da cartolina, che si apre proprio con la frase “Qualche vendemmia fa ….”. Ecco il giardino di una dimora antica, un tavolino con una scacchiera, un bambino che guarda con furbizia i pezzi degli scacchi e intanto ascolta le parole dello zio, che sta stappando una bottiglia speciale: «Max, sai perché fare il vino è fonte di grande piacere? Perché questo nettare sublime è semplicemente incapace di mentire. Vendemmiato presto o tardi non importa, il vino ti bisbiglierà in bocca con completa e imperturbabile onestà, ogni volta che ne berrai un sorso.» La scena si chiude con la degustazione del vino: il bambino ne beve solo un goccio, peraltro annacquato, ma quello che conta è il rito, l’atmosfera, l’aforisma pieno di saggezza dello…

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Contro i nulla-pensanti

il blog di Costanza Miriano

di Mauro Zanon  per Il Foglio

Parigi. “Sabato scorso, il nostro presidente ha annunciato qualcosa di estremamente inquietante: l’introduzione del ‘reato di oltraggio sessista’. Quale sarà la prossima misura? La penalizzazione dello sguardo lubrico?”. Élisabeth Lévy, intellettuale e direttrice del magazine controcorrente Causeur, fatica a crederci. “O ci si renderà presto conto che è un’idiozia inapplicabile, annunciata soltanto per far piacere alle neofemministe, o la situazione diventa pericolosa. Macron ha detto che la Francia non deve più essere il paese dove le donne hanno paura. Ma chi vuole prendere in giro? Il governo ci sta dicendo che noi donne avevamo paura, ma non lo sapevamo, che vivevamo in un incubo, ma non eravamo al corrente. Tutto ciò è assurdo”.

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Il primo pranzo del mio Natale — Pane & Focolare

L’anno scorso avevo scritto che il mio Natale era doppio, nel senso che avevo partecipato a due tavole natalizie. Quest’anno è addirittura triplo, merito di una famiglia che, ringraziando Dio, cresce e quindi si moltiplicano le occasioni per stare insieme. Il primo pranzo è stato con la famiglia di mio marito: l’apparecchiatura è stata realizzata […]

via Il primo pranzo del mio Natale — Pane & Focolare

Happy end

Berlicche

La signora si asciugò una lacrima.
“Dottore, guardi, abbiamo fatto di tutto. E’ in questa condizione da troppo tempo. Non è una vita degna di essere vissuta.”
Il dottore annuì comprensivo, e passò una scatola di fazzoletti di carta alla donna seduta davanti a lei. Eccezionali questi trucchi per gli occhi al giorno d’oggi, pensò. Riesce a piangere senza neanche sbavarli.
“Capisco, capisco” disse. “Ma è un passo grave, da cui non si torna indietro. Sua figlia…”
“Figliastra.”
“Sì, certo, figliastra, è una ragazza ancora giovane, dal cuore forte, come dice il referto. Non è in stato terminale.”
La donna scosse la testa. “Ma ormai abbiamo perso ogni speranza che torni a vivere. Il suo cervello è danneggiato irreparabilmente.”
Il medico scorse la cartella clinica. “Che sfortunato accidente. Soffocata da un pezzo di cibo. Il cervello è rimasto senza ossigeno per troppo tempo, è entrata in coma ed è così…

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Chi uccide e chi tace

Berlicche

Domani sarà probabilmente  approvata in mezzo ad un assordante silenzio la legge sulla DAT, l’eutanasia per l’Italia.

Italiani, vi siete fatti abbindolare da chi odia la vita, da chi vi vuole usare per i suoi fini. Non è libertà decidere di morire: è la fine di tutte le libertà. Sia che la scegliate per voi, che per qualcun altro. La morte è accettabile sono in forza di una speranza. Ma sceglierla è la negazione della speranza.

Vorrei dire ai politici che si apprestano a votare la legge che la conseguenza della loro scelta saranno dei morti. In cambio di un illusorio vantaggio politico – che è discutibile esista – avrete dei morti sulla coscienza. Suicidi ed omicidi. Come si chiama chi causa indirettamente o direttamente la morte di qualcuno? Assassino. Lo diventerete, se già non lo siete. Non so quanto spessa sia la vostra pelle, ma è sotto, all’interno, che…

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L’offerta

Berlicche

Gli antichi non avevano il concetto di redenzione. Perché non c’era nessuno che li potesse liberare dal male. Non delle divinità dissolute e viziose quanto loro.
Si limitavano a presentare offerte a quegli stessi dei per comprare la loro benevolenza. Ma poi continuavano a comportarsi esattamente come in precedenza.

Con il cristianesimo, tutto cambia. Non è più una adesione formale ad alcuni precetti a salvare, ma seguire un uomo, come si segue chi si ama. Una sequela che ha come conseguenza l’abbandono delle vecchie strade: perché non è possibile amare davvero e restare gli stessi.

Sembra che quei tempi che ci chiamavano pagani ora siano tornati. Parrebbe che salvarsi voglia dire credere nel riscaldamento globale, nelle agenzie ONU, nella filantropia e nel diritto di fare quello che pare e piace con il proprio corpo. E con quello di altri, se consenzienti, certo.
Ovvero offerte a degli dei impersonali, senza la…

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Il metronomo integrato

Berlicche

Si può trovare in rete un filmatino istruttivo. Trentadue metronomi identici sono piazzati su una superficie elastica tenuta su da dei fili e quindi fatti partire in momenti diversi. All’inizio ognuno tiene il suo tempo. Poi, poco per volta, grazie alle vibrazioni trasmesse dalla base su cui appoggiano, si sincronizzano e finiscono per battere all’unisono.

Questo ci dovrebbe fare riflettere: anche uno strumento nato proprio per tenere un ritmo esatto può essere costretto ad adeguarsi in mezzo a tanti che si muovono diversamente. Adeguamenti impercettibili, fino a cantare la stessa musica.
E tutto questo perché non poggiano su una base solida e immutabile.

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